Adoro le vecchie case così “calde” e accoglienti, con la loro aria vissuta... anche se poi succede che ti ritrovi a combattere con l’umidità, con i ragni, o con i ghiri che ti rosicchiano l’isolazione…Però hanno un loro fascino, una loro storia e trovo che nel restaurarle si debba cambiare il meno possibile, altrimenti perdono la loro personalità.
E' così bello andare in montagna e vedere quei rustici di legno e sasso con il tetto di piode che fanno tutt’uno col paesaggio. Sembra di trovarsi dentro una vecchia cartolina e che il tempo si sia fermato…

…poi giri l’occhio verso un’altra direzione e…non sei sicuro di aver visto bene, forse è il troppo sole, oppure è stato quel bicchierino di vino nostrano a tavola…Sfreghi bene gli occhi e…no, quella “cosa” è ancora lì.
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...ma cos'é? Un pollaio versione maxi per maxi polli?

Ora non è che io sia completamente contraria alle novità, questo no, ma sono dell’opinione che alcune cose debbano restare come sono. Le case moderne vanno bene in città (e certi scempi nemmeno lì)…perché qualche architetto di belle speranze vuole farmi credere il contrario? Perché bisogna andare per forza controcorrente? Chi lo dice? Ci sono state campagne per proteggere e salvare i nostri rustici e ora? Perché stravolgere l’ordine delle cose con questi obbrobri?
...che sia io quella che non capisce niente di architettura?...